La frittata elegante


Ci sono due scene nel film di Scorsese “L’età dell’innocenza” che mi piace richiamare alla memoria in questo articolo.
La prima vede la zia di May Welland intenta a organizzare un pranzo ufficiale e la ritrae, matronale e precisa, mentre sfoglia un catalogo di piatti e posate che devono essere selezionati con attenzione per l’occasione.
La seconda scena, invece, ritrae il ricevimento dei conti Van der Luyden: la macchina da presa e la voce narrante si soffermano sul servizio d’argento di Giorgio II dei Trevenna, sulle finissime porcellane Lowestoft della compagnia delle Indie orientali e Crown Derby dei Dagonet; poi il punto di ripresa si sposta in alto e inquadra il tavolo, scorrendo sui piatti di portata, sulle posate e sulla disposizione floreale.
Nella storia della cucina, in senso stretto e in senso lato, così come dei libri di cucina, si cela, neanche troppo velatamente, la storia della società.
Se andiamo con la memoria a tempi più recenti e fuori dalla fiction, possiamo ricordare come nei libri di cucina delle nostre bisnonne, delle nostre nonne e delle nostre mamme, pur rimanendo inalterate alcune ricette, sia andato nel tempo modificandosi lo stile e la rappresentazione della società che esso ha sempre portato con sé.
Basti pensare anche solo ai tipi diversi di materiale con cui gli oggetti di cucina raffigurati si sono avvicendati nel tempo: dal cucchiaio di legno, a quello di plastica al silicone antiaderente, solo per fare un esempio.
Ci sono stati libri che venivano regalati alla ragazza che andava in sposa per poter imparare ad essere la padrona di casa perfetta, che spiegavano non solo come preparare un buon dolce, ma anche come offrirlo nel modo adeguato ai propri ospiti; ci sono stati e ci sono libri, in tempi più vicini, nati, invece, sulle bancarelle dall’ascolto delle esigenze delle casalinghe di 15-20 anni fa, adatti a soddisfare i bisogni di largo consumo, quasi dei libri mass market, indirizzati soprattutto alle donne che volevano ottenere in cucina una buona riuscita in modo semplice e senza grandi fronzoli.
La società, però, cambia rapidamente e, seppur con gli ovvi adeguamenti di tempo e stile, le esigenze spesso si ripresentano in modo ciclico: il settore cucina, nella sua accezione di massa, non solo non è più un mondo relegato al focolare femminile e si è, invece, aperto un ampio varco per il pubblico maschile, ma ha, soprattutto, aperto nuovamente le porte di casa allo stile. E lo ha fatto in modo del tutto nuovo attraverso la condivisione sui social.
Oltre alle ricette, dunque, è nuovamente e quanto mai importante la presentazione, anche se stiamo parlando del piatto preparato da un single per la colazione in solitaria.
Nell’era della condivisione online, infatti, la preparazione di un piatto non è mai veramente solo per se stessi e diventa indice di uno status. Ecco, allora, che lo still life diventa parte integrante dell’homecooking.
L’attenzione si focalizza sulla scelta degli accessori, sui colori, sulla luce e sulle atmosfere. Ecco, dunque, che una candela accesa accanto all’alzata color pastello, una tovaglia ton sur ton sulla tavola e una fetta di torta posizionata ad arte, concorrono a creare l’ambientazione adatta che accoglie, rassicura ma, soprattutto, invoglia a emulare non solo la ricetta ma anche lo stile di vita che quella ricetta porta con sé. E allora quella ricetta, corredata di una studiata fotografia, diventa una ricetta di successo quando riesce a far leva sulle emozioni e sui bisogni inespressi di chi guarda, siano essi la nostalgia, la voglia di calore e tranquillità, il desiderio di una casa elegante e così via.
Così, oggi più di ieri, una ricetta diventa un esempio di lifestyle: se fino a ieri era la tazza di tè a simboleggiare eleganza, oggi, con queste premesse anche il piatto di pasta al ragù non ne fa difetto.
Non è un caso che alcune librerie stiano scegliendo di affiancare alla vendita dei libri di cucina oggetti di design e che le loro vetrine si facciano più articolate e più vicine a un set di ripresa, una sorta di riproduzione in miniatura di quei desideri nascosti che si cerca di carpire nel cliente.
La cucina, dunque, non solo è social ma soprattutto e nuovamente si rivela uno status symbol; l’homecooking si veste di stile anche nel piccolo angolo cottura di un monolocale come, forse, mai prima d’ora era accaduto su così ampia scala.
Pensateci la prossima volta che vi capiterà di preparare una frittata con quello che trovate in frigo!


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